066 1981-12 Sansepolcro, ma di chi era ‘sta bottega?

Sansepolcro, Via Maestra, ma di chi era ‘sta bottega?

Credo di ricordare chi fosse il proprietario, ma non son sicuro, forse è meglio non avventurarmi i risposte avventate.

La bottega era per la Via Maestra come preferisco chiamarla io, chiedo scusa a quelli che la chiamano il Corso. Via XX Settembre va bene per il postino.

La bottega era accanto alla Cassa di Risparmio di Firenze, mi domando se poi questo spazio sia diventata parte della banca stessa. O forse ora c’è un negozio di camice? Manone era più sulla sinistra. Considerando il lusso dei negozi di oggi che poi si chiamano boutiques, questa rappresenta davvero un’altra epoca, quella che alcuni dicono fosse migliore. Certo che era migliore, eravamo tutti più giovani.

Ho scattato questa foto proprio dopo quella della macelleria Gennaioli che ho pubblicato ieri, stesso rullino. Vi ricordate che una volta c’erano i rullini della pellicola?

Aspetto le vostre risposte. Ma chi era? Forse è meglio augurarsi “Ma chi è?”

Più d’una volta ci sono stati lettori di queste nostre pagine che mi hanno domandato se avessi delle immagine specifiche nel mio archivio e quando poi ho detto loro che non ne avevo, li ho sentiti contrariati.

Certo son da sempre stato interessato alla fotografia ma poi mica ho fotografato tutto e tutti. Anni fa tanti mi hanno cordialmente preso in giro perché mi vedevano in giro con la macchina fotografica a tracollo.

“Ma che fai il turista al Borgo?”

Fino a poco tempo fa non avevamo i telefonini magici che fanno quasi tutto, non fanno ancora il caffe. Allora dovevamo comprare la pellicola, poi svilupparla e poi stampare le fotografie e il tutto costava. Prima di scattare una foto si doveva pensare ed esser sicuri di quello che volevamo.

Per finire, son soddisfatto e soprattutto contento di aver scattato quelle foto e condividerle con voi.

 Fausto Braganti 

Marblehead, 28 agosto 2018 

ftbraganti@verizon.net

Come molti di voi sanno ho scritto un romanzo storico-erotico “L’Adele e Thaddeus”

La storia di passione si sviluppa in nove giorni quando Garibaldi con la sua legione passò per la Val Tiberina, fine luglio 1849. “In tempo di guerra non si perde tempo” Da tempo sto invano cercando di pubblicarlo senza successo. Se siete curiosi di leggere le prime due giornate delle avventure dei nostri eroi, questo è il link al mio blog:

https://faustobraganti.wordpress.com/

Ultimamente, sempre a proposito di Adele, c’è stato uno strano sviluppo, inaspettato, addirittura oserei definirlo bizzarro.

All’inizio del 2017 contattai molti agenti ed editori, senza alcun successo. Non mi son meritato neanche una nota negativa, una nota di rifiuto.

Scoraggiante!  Un amico, di certo per consolarmi, mi disse “credi forse che se Manzoni oggi mandasse i Promessi Sposi a un editore glielo pubblicherebbero?”

Per promuovere Adele avevo fatto stampare 15 copie del manoscritto da inviare ad agenti o editori.  Ci sono stati successivi contatti anche questi senza successo e Adele e Thaddeus sono finiti nel cassetto, spero che almeno si siano fatto compagnia.

Circa tre settimane fa mentre facevo una ricerca nell’internet su Arturo di Modica, l’amico scultore del famoso toro di Wall Street a New York, per caso ho trovato in un sito il mio nome, associato al suo. Incuriosito ho cliccato, si riferiva solo a delle foto che avevo scattato e inserito nel mio blog, molto tempo fa. Ho anche notato che nella lista dei siti suggeriti con il mio nome ce n’era uno con accanto scritto il nome Adele. ADELE? immagina la mia sorpresa. Adele, impetuosa dai capelli rossi, era risorta dalla tomba! C’era addirittura la foto della bozza della copertina, lei nuda dietro la persiana.

Ho trovato la recensione di un certo Andrea Amadio pubblicata nel sito “Frammenti di Libro” dell’aprile 2017. 

https://www.frammentidilibro.com/recensione-ladele-e-thaddeus-di-fausto-braganti/

Penso che proprio nel primo paragrafo di Andrea ci sia la risposta all’indifferenza di tutti gli altri interlocutori contattati in precedenza:

<< Spesso e volentieri il concetto di “romanzo storico” nella letteratura moderna fa sbadigliare non appena si nomina: “L’Adele e Thaddeus”, romanzo di Fausto Braganti, mi ha invece sorpreso e fatto ricredere.>>

Andrea non ha sbadigliato, lui è andato avanti. I suoi precisi, puntuali commenti e riferimenti mi confermano che lui aveva attentamente letto il libro. Sono stato sorpreso e soddisfatto del suo giudizio positivo. Finalmente le avventure di Adele hanno trovato un lettore! Andrea è l’unico vero lettore, indipendente! I pochi altri sono stati solo pochi amici, cari e pazienti.

Quello che non capisco è il fatto che nella sua recensione Andrea suggerisce il mio libro ai suoi lettori come lettura per l’estate (2017). Andrea pensava forse che “L’Adele e Thaddeus” fosse stato pubblicato e già in libreria?

Naturalmente ho subito scritto a Frammenti di Libro chiedendo di come Andrea avesse avuto il manoscritto, Questi mi hanno risposto che Andrea Amadio collabora come lettore e recensionista e gli avevano passato il manoscritto, da me a loro inviato. Frammenti di libro era stato uno di quelli che avevo contattato. Ho scritto di nuovo chiedendo loro come era possibile che lui avesse pensato che il mio libro fosse già stato pubblicato, nessuna risposta. Ho cercato invano di contattare Andrea direttamente, nessuna successo.

Strano, bizzarro!

Il mio blog di memorie M’Arcordo… www.biturgus.com/

Ho pubblicato il libro “M’Arcordo…Storie Borghesi” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro.

Autore: Fausto Braganti

Fausto, nato e cresciuto a Sansepolcro, è poi partito, è andato lontano ma non ha mai dimenticato la sua gente e la sua terra. Vive a Marblehead, non lontano da Boston (USA) e a Tuchan in Languedoc. Visita spesso Sansepolcro.

2 pensieri riguardo “066 1981-12 Sansepolcro, ma di chi era ‘sta bottega?”

  1. Ciao Fausto. In questo articolo ti poni un quesito: “La bottega era accanto alla Cassa di Risparmio di Firenze, mi domando se poi questo spazio sia diventata parte della banca stessa. O forse ora c’è un negozio di camice? ” …
    Di primo acchito ho pensato che fosse stata inglobata dalla banca, ma sabato scorso, passandoci davanti ho fatto come te. Ho fotografato sia il locale della banca che il negozio di Nara Camicie e … indovina? La risposta è Nara , come testimoniano le due griglie in ghisa che fanno da presa d’aria per i muri e che sono ancora lì, le stesse del tuo scatto!
    Il piano del negozio sembra abbassato a seguito della sua ristrutturazione ed il marciapiede è scomparso con il rifacimento della pavimentazione del ’92, ma le griglie sono le stesse! … insomma ho adottato il tuo metodo, fotografandolo ancora … e con grande soddisfazione! A presto!

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