105 1849, 26-27 luglio, Alta Valle del Tevere, una notte memorabile.

La notte fra il 26 e il 27 luglio del 1849 fu una notte memorabile nell’Alta Valle Tevere, a cavallo fra il Gran Ducato di Toscana e lo Stato della Chiesa, e son passati 170 anni.

Quella sera sul tardi Giuseppe Garibaldi, Anita incinta e malata, e i legionari che ancora lo seguivano, forse ne erano rimasti circa 2000, non andarono a dormire, si misero in marcia.

10 anni fa, assieme a un gruppo di amici, ripercorsi in tre giorni il tracciato da Monterchi a Citerna per poi scendere a Pistrino e poi in piazza a San Giustino, dove la banda di Selci ci accolse, e infine risalimmo fino a Bocca Trabaria.

A tutti quelli che ci aiutarono in quella modesta avventura dedico questa memoria e nuovamente li ringrazio. Allora c’era la speranza che divenisse un evento, una celebrazione annuale.

Alta Valle del Tevere vista da Citerna

Garibaldi, osservando la valle e la catena degli Appennini da Citerna, aveva deciso di traversare la valle, scalare le montagne e dirigersi verso il mare, ancora sperava di raggiungere Venezia. Tre colonne di truppe austriache lo braccavano. Una era partita Siena lo inseguiva da Arezzo, per poi salire lo Scopetone, e infine s’era posizionato a Monterchi proprio sotto Citerna, c’erano state delle scaramucce. Un’altra colonna era partita da Firenze e dopo Arezzo passando per la Libbia aveva raggiunto Anghiari, poi c’era la terza che venendo da Perugia era già a Città di Castello.

Era intrappolato? Non del tutto. Attraverso quelle montagne dall’altra parte della valle c’era l’unica via d’uscita, ma doveva essere veloce.

Angelo Brunetti, il romano meglio conosciuto come Ciceruacchio, aveva fatto un escursione esplorativa a Sansepolcro ed era stato ospite dei Pacchi. C’è una lapide commemorativa dell’evento sotto la finestra da dove parlò ai Borghesi che s’erano riuniti per salutarlo. Ugo Bassi, il sacerdote barnabita, invece era andato a controllare la situazione a Città di Castello e aveva avuto conferma che gli austriaci partiti da Perugia, passati per la Fratta e risalendo lungo il Tevere, erano già fuori le mura.

Garibaldi stesso scrisse molto poco nelle sue memorie di questa sua ritirata da Roma a San Marino, a Cesenatico e per poi sperdersi nella paludi di Comacchio, dove Anita incinta di 6 mesi mori; forse consideravo questo episodio non degno d’esser ricordato, addirittura infamante, si sentiva sconfitto? Al contrario lessi una monografia in cui un generale (non ricordo il nome) affermava che in questa campagna Garibaldi aveva dimostrato un’eccezionale capacità strategica nell’evitare l’accerchiamento.

Quella notte fra il 26 e il 27 luglio il grosso del contingente traversò la valle alla rinfusa, alla garibaldina, dirigendosi verso Pistrino, incalzati dagli austriaci, quelli che erano posizionati a Monterchi, questi non facevano prigionieri, fucilavano gli sfortunati sul posto; poi c’erano i contadini coi forconi. Quelli che ce la fecero guadarono il Tevere per poi ritrovarsi in piazza a San Giustino. I cariaggi, i carri coi rifornimenti e bagagli, la carrozza col “soldo”, il cannone, invece si diressero verso Gricigano e poi fino al ponte del Tevere che portava a Sansepolcro e subito dopo il ponte si buttarono sulla destra; rimasero lungo la riva sinistra del fiume, alla fine raggiunsero la piazza di San Giustino, non ho testimonianze di come traversarono l’Afra. Furono accolti calorosamente e dopo essersi rifocillati grazie alla generosa ospitalità di sangiustinesi, cominciarono l’ascesa verso Bocca Trabaria e il Passo delle Vacche. La prossima destinazione San Marino.

1849 27 luglio, Garibaldi in piazza a San Giustino

Ho visto questo quadretto, sembra un ex-voto, ricordo del passaggio di Garibaldi a San Giustino, vorrei sapere che fine ha fatto.

Lapide commemorativa nelle casa cantoniera sopra Montegiove.

Lapide ricordo alla casa cantoniera lungo la strada che porta a Bocca Trabaria. Interessante, furono i reduci volontari di Sansepolcro quelli che vollero erigere questa memoria nel 1889, 40 anni dopo l’evento.

1849, lista dei condannati da parte dell’autorita’ granducale dopo la restaurazione

Questo documento conferma che il contributo dei Borghesi volontari alla Repubblica Romana fu rilevante e ne patirono le conseguenze. Canapone, tornato al potere a Firenze, impose pene severe ai dissidenti repubblicani.  Non dimentichiamo che il benevolo “re Travicello” permise tre giorni di saccheggio a Livorno da parte degli austriaci. Molti Borghesi repubblicani furono imprigionati nella terribile fortezza di Piombino, tristemente famosa per le celle che si allagavano con la marea. Controllate i nomi, forse ci potrebbe essere un vostro avo.

tipica baionetta triangolare di quel periodo

Ho in casa questo cimelio che penso proprio sia una testimonianza di quella terribile notte. Questa baionetta  forse apparteneva ad un legionario sbandato, ucciso, come molti altri, da contadini sobillati dai clericali e spogliato di tutto. Le scarpe erano bottino ambito. Un operaio della Buitoni regalò a mio padre questa baionetta triangolare, l’aveva ritrovata nascosta in una mangiatoia in un podere fra Pistrino e San Giustino. La ferita triangolare era terribile, difficilmente si rimarginava.

Tra i legionari c’erano molti stranieri, soprattutto ungheresi. Questi infatti assieme agli italiani avevano un nemico in comune, gli austrici. Il cognome di mia madre è strano, differente: Taba e gli unici Taba che ho trovato sono nel perugino, di certo parenti; in compenso ce ne sono molti a Budapest. Forse uno di quei legionari incontrò una bella ragazza e decise di stare? Chissà!

1862 Thaddeus Mott, ufficiale di cavalleria, ai tempi della Guerra Civile Americana

Uno volontario straniero venne da molto lontano, da New York. Thaddeus Mott non era ancora ventenne quando arrivò a Roma per combattere a Porta San Pancrazio, si unì alla legione garibaldina in ritirata e fu fatto prigioniero dopo San Marino. Passò il resto della sua vita guerreggiando, un vero soldato di ventura, ufficiale nelle Guerra di Secessione, naturalmente era un nordista.  Fu un generale nell’esercito egiziano, doveva modernizzarlo.

Tuchan (Languedoc), 27 luglio 2019

Come molti di voi sanno ho scritto un romanzo storico-erotico “L’Adele e Thaddeus”

La storia di passione si sviluppa in nove giorni quando Garibaldi con la sua legione passò per la Val Tiberina, fine luglio 1849. “In tempo di guerra non si perde tempo” Da tempo sto invano cercando di pubblicarlo senza successo. Se siete curiosi di leggere le prime due giornate delle avventure dei nostri eroi, questo è il link al mio blog:

https://faustobraganti.wordpress.com/

 Il mio blog di memorie M’Arcordo… www.biturgus.com/

Ho pubblicato il libro “M’Arcordo…Storie Borghesi” che può essere acquistato nelle librerie di Sansepolcro. Regalate il libro M’Arcordo… per Natale, sarà certo una dono gradito per i tutti i Borghesi vicini e lontani.

Questo è un breve filmato di Pascale dell’inizio della presentazione del libro avvenuto nella sala consiliare (quella che io chiamo “sala del biliardo”) del Comune di Sansepolcro, 25 aprile 2015.

Presentazione del libro “M’Arcordo…”

 

 

Autore: Fausto Braganti

Fausto, nato e cresciuto a Sansepolcro, è poi partito, è andato lontano ma non ha mai dimenticato la sua gente e la sua terra. Vive a Marblehead, non lontano da Boston (USA) e a Tuchan in Languedoc. Visita spesso Sansepolcro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: